Digital Preservation Tutorial

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1950
bullet.gif La Legge sugli archivi federali (US Federal Records Act) del 1950 estende la definizione di “documento” in modo da includervi i “materiali leggibili dai computer”.
1958
bullet.gif Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti crea l’Agenzia per i progetti di ricerca avanzata ARPA (Advanced Research Projects Agency) per assicurare all’esercito la supremazia nell’ambito della scienza e della tecnologia.
1962
ICPSRbullet.gif Presso la University of Michigan viene creato il Consorzio interuniversitario per la ricerca politica e sociale (ICPSRInter-university Consortium for Political and Social Research), che serve da archivio di dati.
1968
bullet.gif Le biblioteche degli Stati Uniti iniziano ad utilizzare le voci MARC (MAchine Readable Cataloging records). MARC
1971

bullet.gif L’OCLC (Ohio College Library Center) presenta un sistema di catalogazione condivisa on line per biblioteche.

bullet.gif Il progetto Gutenberg dà inizio alla codifica di opere scritte di pubblico dominio, nella speranza che possano essere liberamente riprodotte e distribuite.

1972

bullet.gif Passa, negli Stati Uniti, la Legge di valutazione tecnologica (Technology Assessment Act) per “facilitare l’identificazione e la valutazione delle conseguenze, effettive e probabili, delle applicazioni tecnologiche”.

1982

bullet.gif Il Gruppo di lavoro degli Stati Uniti sui sistemi informatici NISTF (National Information Systems Task Force) elabora i primi due standard di descrizione archivistica ufficialmente riconosciuti dagli Stati Uniti: il “NISTF Data Elements Dictionary” e lo “USMARC AMC”.

1990

bullet.gif Viene fondata la Coalizione per l’informazione in rete CNI (Coalition for Networked Information). CNI

1991

bullet.gif Numerosi progetti, frutto di collaborazione tra editori di pubblicazioni scientifiche e università (ad esempio CORE, Red Sage, e TULIP), iniziano ad studiare la diffusione di articoli di riviste scientifiche via Internet.

bullet.gif Lancio di arXiv, un sistema automatizzato di archiviazione e distribuzione per la stesura di articoli di fisica, matematica, scienza informatica e biologia quantitativa.

1992

bullet.gif Il Centro di sicurezza informatica degli Stati Uniti (NCSC – National Computer Security Center ) stabilisce che un sistema informatico può essere definito affidabile se “utilizza misure hardware e software sufficientemente adeguate da permettere il trattamento simultaneo di una gamma di informazioni sensibili o protette”.

bullet.gif La Cornell University pubblica un rapporto congiunto sull’utilizzo del digital imaging per la digitalizzazione dei libri fragili.

1994

bullet.gif Viene creato il Consorzio del web W3C per l’elaborazione di protocolli web collettivi.

bullet.gif La Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti avvia il Programma per le biblioteche digitali degli Stati Uniti NDLP (National Digital Library Program).

bullet.gif Il progetto della Cornell di digitalizzazione dei microfilm Digital to Microfilm Conversion Project inizia a testare e a valutare l’utilizzo dell’imaging bitonale ad alta risoluzione per produrre microfilm da computer.

bullet.gif Il progetto Open Book della Yale University avvia uno studio esaustivo sulla fattibilità della digitalizzazione di documenti bibliotecari microfilmati.

1995

bullet.gif Nasce D-Lib Magazine, che pone l’accento sulla ricerca e sullo sviluppo nell’ambito delle biblioteche digitali.

bullet.gif Il Journal Storage (JSTOR) diventa un organismo no-profit indipendente la cui missione è costruire un archivio digitale affidabile di riviste scientifiche.

 

1996

bullet.gif Il progetto australiano per la conservazione dell’accesso all’informazione digitale PADI (Australia's Preserving Access to Digital Information) riceve sovvenzioni dal governo. L’anno successivo la Biblioteca Nazionale australiana ha la responsabilità del PADI.

bullet.gif Internet Archive logo Vengono lanciati tre progetti di archiviazione sul web: Internet Archive di Brewster Kahle, per archiviare documenti web; il progetto PANDORA Project (Preserving and Accessing Networked Documentary Resources of Australia) della Biblioteca Nazionale australiana; il Kulturarw Heritage Project della Regia Biblioteca di Svezia.

bullet.gif La Commissione europea organizza il primo DLM-Forum multidisciplinare per studiare la conservazione e l’autentificazione dei dati leggibili da computer. Preserving Digital Information: Final Report and Recommendations

bullet.gif La Commissione sulla conservazione e l’accesso (CPA – Commission on Preservation & Access) e il Gruppo delle biblioteche di ricerca (RLG – Research Library Group) pubblicano un rapporto fondamentale per la conservazione dell’informazione digitale. Electronic Records Research & Development conference in Ann Arbor

bullet.gif La conferenza di Ann Arbor sulla ricerca e lo sviluppo nell’ambito degli archivi digitali affronta l’argomento della conservazione di tali archivi.

bullet.gif Il trattato sui diritti d’autore dell’Organizzazione mondiale dei diritti intellettuali (WIPOWorld Intellectual Property Organization) tutela i data base in quanto creazioni intellettuali e rende il fair use facoltativo. Research agenda for networked cultural heritage

bullet.gif Il programma del Getty sull’informazione sulla Storia dell’Arte pubblica una “Research Agenda ” per il “Networked Cultural Heritage”.

bullet.gif La Direzione dei data base dell’Unione Europea dichiara che i data base sono protetti dal diritto d’autore, anche se il loro contenuto è di dominio pubblico.

1998

bullet.gif Dalla collaborazione tra le Università di Leeds, Cambridge e Oxford nasce il progetto CEDARS, che ha come obiettivo l’analisi e la sensibilizzazione nell’ambito della conservazione digitale. NEDLIB publications

bullet.gif Le biblioteche nazionali europee formano il Deposito librario europeo in rete (NEDLIBNetworked European Deposit Library) per assicurare la gestione e la conservazione degli oggetti “nati digitali” all’interno del sistema bibliotecario.

bullet.gif Il progetto di caratterizzazione del web (OCLC) inizia uno studio annuale a campione per analizzare i trend del web per quanto riguarda taglia e contenuto. Il progetto si è concluso nel 2003.

bullet.gif Secondo uno studio dell’RLG, i 2/3 degli archivi, delle biblioteche, dei musei e di altri depositi digitali hanno responsabilità nell’ambito dell’informazione digitale, ma il 42% di questi sono incapaci di installare, leggere o accedere a parte di tale documentazione. Harvard University logo.

bullet.gif La Harvard University lancia il progetto quinquennale LDI (Library Digital Initiative) che mira a potenziare la capacità gestionale dell’Università in ambito digitale.

bullet.gif AHDS pubblica il documento “A Strategic Policy Framework for Creating and Preserving Digital Collections”, che descrive le tappe-chiave del ciclo vitale di una risorsa digitale e in che modo queste tappe vengano influenzate dai principali stakeholders. LOCKSS

bullet.gif Viene lanciato il progetto “molte copie danno sicurezza” (LOCKSS: Lots of Copies Keep Stuff Safe) per permettere alle biblioteche di conservare le riviste elettroniche che acquistano. Time and Bits

bullet.gif Al Centro Getty si tiene la conferenza “The Time and Bits: Managing Digital Continuity”: vi si discute dei futuri utilizzi della tecnologia digitale.

bullet.gif Inizia il progetto Electronic Records Archives della NARA (National Archives and Records Administration).

Into the future

bullet.gif La rete PBS trasmette il film del CLIR intitolato “Into the Future: On The Preservation Of Knowledge In The Electronic Age”.

1999

bullet.gif Viene presentato il framework di descrizione delle risorse RDF (Resource Description Framework), che ha per scopo favorire l’interoperabilità dei metadati tra diverse communities. Prism

bullet.gif La NSF finanzia il progetto PRISM della Cornell University, per sviluppare politiche e meccanismi volti ad assicurare l’integrità dell’informazione all’interno delle biblioteche digitali.

bullet.gif Nel Regno Unito, il Servizio dei dati artistici e umanistici AHDS (Arts and Humanities Data Service) dà il via al progetto “Preservation Management of Digital Materials,” per sviluppare un manuale di conservazione digitale. Camileon

bullet.gif Inizio del progetto CAMiLEON nelle Università di Michigan e Leeds. Questo progetto mira a studiare l’emulazione come strategia di conservazione digitale.

bullet.gif Gli studi di JISC/NPO sulla conservazione di materiale elettronico vengono riassunti nel documento “Digital Culture: Maximising the Nation’s Investment.”.

bullet.gif Inizio del progetto di ricerca internazionale sugli archivi autentici e permanenti nei sistemi elettronici InterPARES: “International Research on Permanent Authentic Records in Electronic Systems”.

bullet.gif Charles Dollar scrive “Authentic Electronic Records: Strategies for Long-Term Access”.

2000

bullet.gif Negli Stati Uniti viene votata la Legge sul commercio mondiale e nazionale (Global and National Commerce Act) per “facilitare l’utilizzo dei documenti e delle firme digitali nel commercio tra Stati e con l’estero”.

bullet.gif RLG DigiNews inizia a coprire in modo sistematico la conservazione digitale. Il simbolo RLG Diginews digital preservation logo indica gli articoli sulla conservazione digitale.
bullet.gif Le Biblioteche del MIT e la ditta Hewlett-Packard danno il via al progetto di deposito digitale DSpace

bullet.gif Lancio di PubMed Central e di Biomed Central, due archivi digitali di riviste specialistiche di scienze, biologia e medicina. Moving theory into practice

bullet.gif Viene pubblicato “Moving Theory into Practice”, testo di riferimento sulle immagini digitali, destinato alle biblioteche e agli archivi.

bullet.gif La Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti attiva il progetto di conservazione web MINERVA, per raccogliere e conservare i principali documenti digitali.

bullet.gif La Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti riceve sovvenzioni dal programma statunitense per le infrastrutture e la conservazione dell’informazione digitale NDIIPP (National Digital Information Infrastructure and Preservation Program) per “fornire un punto di vista statale su politiche, standard e componenti tecniche importanti e necessari per la conservazione del materiale digitale”.

bullet.gif Il Nordic Web Archive diventa il forum delle Biblioteche Nazionali nordiche nell’ambito della raccolta e dell’archiviazione di documenti web. Using         Emulation to Preserve Digital Documents

bullet.gif Jeff Rothenberg scrive “Using Emulation to Preserve Digital Documents”.

bullet.gif Il progetto della Cornell University sulla gestione dei rischi in ambito digitale dà una prima valutazione dei rischi, per le istituzioni culturali, legati alla migrazione.

bullet.gif National Archives of Australia logo accetta di gestire archivi digitali e ne permetterà l’accesso nel tempo.

bullet.gif In Olanda, il Digital Preservation Testbed viene attivato nell’ambito del programma “Longevità Digitale” (Digitale Duurzaamheid), per assicurare un’accessibilità duratura all’informazione digitale governativa.

2001

bullet.gif Il progetto Paradigma dà il via alla raccolta e alla conservazione di materiale appartenente al patrimonio culturale digitale norvegese.

bullet.gif A San Francisco la IX corte d’appello circoscrizionale degli Stati Uniti stabilisce che Napster ha violato la legge sul diritto d’autore e ordina di cessare la distribuzione di musica protetta dal diritto d’autore.

bullet.gif Internet Archive lancia Wayback machine logo, che permette agli utenti di consultare le versioni archiviate del web fin dal 1996.

bullet.gif Nasce il METS 1.1 schema, uno standard per l’XML, per la codifica dei dati descrittivi, amministrativi e strutturali delle biblioteche digitali.

bullet.gif Il Gruppo di lavoro sulla conservazione dei metadati OCLC/RLG pubblica il documento “Preservation Metadata for Digital Objects: A Review of the State of the Art”. The Evidence in Hand

bullet.gif Il rapporto “Evidence in Hand: Report of the Task Force on the Artifact in Library Collections” analizza il rapporto tra prodotti fisici e digitali.

bullet.gif Il governo francese adotta una legge che impone l’archiviazione ufficiale di ogni pagina web francese.

bullet.gif Viene attivato l’Archivio On Line austriaco (AOLA) per fare controlli regolari dello spazio web austriaco.

bullet.gif Viene creata la Digital Preservation Coalition per favorire un’azione congiunta che affronti le sfide più urgenti della conservazione del materiale digitale in Inghilterra e nel resto del mondo.

bullet.gif Il PADI attiva il progetto Safekeeping, che mira a creare una collezione distribuita e permanente di risorse per la conservazione digitale, utilizzando il logo Safekept per indicare un documento permanente.

bullet.gif La Variable Media Initiative del museo Guggenheim chiede agli artisti digitali di partecipare in prima persona alla strategia di conservazione delle loro opere. handbook.gif

bullet.gif Maggie Jones e Neil Beagrie scrivono il manuale “Preservation Management of Digital Materials: A Handbook”.

2002

bullet.gif I Gruppi OCLC/RLG pubblicano “Trusted Digital Repositories: Attributes and Responsibilities” e “Preservation Metadata & the OAIS Information Model, A Metadata Framework to Support the Preservation of Digital Objects”.

bullet.gif Viene firmata la Legge Sarbanes-Oxley, che mira a proteggere gli investitori, migliorando l’esattezza e l’affidabilità dei dati pubblicati dalle imprese. Questa legge impone che le società ad azionariato diffuso seguano accuratamente la conservazione dei documenti cartacei e digitali, e impone altresì sanzioni penali in caso di distruzione o di perdita di documenti digitali.

bullet.gif e-depot Elsevier Science nomina la Koninklijke Bibliotheek (KB), la Biblioteca Nazionale olandese, primo archivio digitale ufficiale per le riviste Elsevier. IBM ha collaborato con la KB per creare l’infrastruttura tecnica del servizio di deposito, l’e-Depot.

bullet.gif OCLC lancia sul mercato il suo servizio di archivio digitale.

OAIS

bullet.gif Vengono pubblicati i primi standard dell’OAIS ( Open Archival Information System), che forniscono un quadro di conservazione e di accesso a lungo termine del materiale digitale. Questi standard comprendono inoltre la terminologia e i concetti per descrivere e confrontare i sistemi di archiviazione.

bullet.gif La Dieta giapponese per le biblioteche dà il via, col progetto di archiviazione del web WARP (Web Archiving Project), alla raccolta e all’archiviazione delle risorse web giapponesi.

bullet.gif Lancio di PRONOM, un data base di formati di file e una biblioteca di prodotti software. Questa collezione mira a combattere il problema dell’obsolescenza.

bullet.gif La NISO (National Information Standards Organization) pubblica gli standard relativi ai metadati tecnici delle immagini digitali statiche.

bullet.gif Secondo un rapporto del CLIR, una pagina web avrebbe una durata di vita media di 44 giorni.

bullet.gif Un decreto del governo svedese autorizza la Biblioteca Reale a raccogliere tutti i siti web svedesi e a permetterne l’accesso al pubblico dall’interno della biblioteca.

bullet.gif Un’iniziativa nota col nome di PDF/A mira a sviluppare uno standard internazionale che definisca l’uso del formato PDF per l’archiviazione e la conservazione dei documenti. PLOS

bullet.gif Nasce la Biblioteca pubblica delle scienze PLoS (Public Library of Science), archivio di riviste scientifiche ed editore alternativo.

  2003
 

bullet.gif È disponibile una versione preliminare di JHOVE, uno strumento che permette di automatizzare la validazione dei formati di file. I riferimenti esatti sui formati di file facilitano moltissimo la gestione dei file stessi nei digital repositories.

bullet.gif Lancio di PLoS Biology, la prima rivista di biologia in libero accesso della Biblioteca pubblica delle scienze.

bullet.gif L’UNESCO pubblica il documento “Guidelines for the Preservation of Digital Heritage”.

bullet.gif Il numero annuo di pubblicazioni unicamente in formato digitale cresce più rapidamente di quello delle pubblicazioni esclusivamente cartacee. Fedora

bullet.gif La Virginia University e la Cornell University lanciano la versione 1.0 dell’architettura FEDORA (Flexible Extensible Digital Object and Repository).

bullet.gif L’Accademia nazionale delle scienze degli Stati Uniti pubblica una valutazione del progetto di archiviazione digitale proposto dalla NARA (National Archives & Records Administration).

bullet.gif OCLC e RLG annunciano la formazione del Gruppo di lavoro PREMIS (PREservation Metadata: Implementation Strategies) per affrontare gli aspetti pratici della realizzazione dei metadati di conservazione nei sistemi di conservazione digitale.

bullet.gif Nasce l’ International Internet Preservation Consortium. iipc

bullet.gif Il Gruppo RLG e la NARA (US National Archives and Records Administration) creano una task force che ha per compito di produrre i requisiti di certificazione per i depositi di materiale digitale..

  2004
 

bullet.gif Nel mese di marzo la Tipografia governativa degli Stati uniti (GPO) riunisce un gruppo di esperti per definire i requisiti minimi per digitalizzare e conservare la collezione patrimoniale della biblioteca del gpodeposito federale.

bullet.gif La California Digital Library pubblica il rapporto “Evaluating Methods for Gathering and Persistently Managing Web-based Materials”.

bullet.gif L’Organizzazione Internazionale per la Standardizzazione pubblica lo standard isoISO 15836:2003: “Information and documentation, the Dublin Core metadata element set”.

bullet.gif Lancio di AGORA (Access to Global Online Research in Agriculture), un progetto che offre agli studenti e ai ricercatori di alcuni tra i paesi più poveri del pianeta, l’accesso gratuito a 400 riviste di agricoltura e affini.

bullet.gifGoogle, in collaborazione con le biblioteche di Harvard, Stanford, della University of Michigan, e di Oxford e con la Biblioteca pubblica di New York, dà il via alla digitalizzazione dei volumi delle loro collezioni per permetterne la ricerca su Google.

bullet.gif Nasce lo UK Digital Curation Centre (DCC).dcc

bullet.gif Nell’ambito del programma bibliotecario di deposito federale, la Biblioteca della University of North Texas e la Tipografia governativa statunitense creano il CyberCemetery per “offrire al pubblico un accesso permanente ai siti web e alle pubblicazioni di agenzie e di commissioni governative statunitensi che hanno cessato di esistere”.

bullet.gif Gli Archivi Nazionali degli Stati Uniti iniziano a costruire l’infrastruttura dei loro archivi elettronici (ERA), assegnando a Lockeed Martin e alla Harris Corporation dei contratti di partecipazione ad un designconcorso di un anno per il design per sviluppare la soluzione tecnologica più efficace per conservare il materiale digitale nel tempo e nello spazio.

bullet.gif Il governo della Nuova Zelanda assegna 24 milioni di dollari alla Biblioteca Nazionale neozelandese (Te Puna Matauranga o Aotearoa) per “contrastare l’‘amnesia digitale’, e per proteggere il patrimonio documentale della Nuova Zelanda per le generazioni future”.

  2005.gif
 

bullet.gif Nel gennaio 2005, presso la Biblioteca del Congresso degli Stati uniti, si riuniscono per la prima volta le otto istituzioni che compongono ufficialmente il NDIIPP.

bullet.gif Lancio di index-2.gif. Fondato dal JISC, il modello strategico per la conservazione e lo smaltimento di risorse istituzionali eSPIDA (Effective Strategic Model for the Preservation and Disposal of Institutional Assets) adotta un approccio olistico per “portare la conservazione digitale verso la successiva fase di attivazione istituzionale duratura”.

bullet.gif Sei istituzioni ricevono più di 1,9 milioni di dollari come sovvenzione per il programma nazionale di giornali digitali statunitense NDNP (National Digital Newspaper Program) (NDNP) per digitalizzare i giornali di inizio ’900, in modo da creare una risorsa storica accessibile via web.