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La Legge sugli archivi federali (US Federal Records Act) del 1950 estende la definizione di “documento” in modo da includervi i “materiali leggibili dai computer”. |
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 Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti crea l’Agenzia per i progetti di ricerca avanzata ARPA ( Advanced Research Projects Agency) per assicurare all’esercito la supremazia nell’ambito della scienza e della tecnologia.
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 Presso la University of Michigan viene creato il Consorzio interuniversitario per la ricerca politica e sociale (ICPSR – Inter-university Consortium for Political and Social Research), che serve da archivio di dati. |
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Le biblioteche degli Stati Uniti iniziano ad utilizzare le voci MARC (MAchine Readable Cataloging records).  |
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L’OCLC (Ohio College Library Center) presenta un sistema di catalogazione condivisa on line per biblioteche.
Il progetto Gutenberg dà inizio alla codifica di opere scritte di pubblico dominio, nella speranza che possano essere liberamente riprodotte e distribuite.
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Passa, negli Stati Uniti, la Legge di valutazione tecnologica (Technology Assessment Act) per “facilitare l’identificazione e la valutazione delle conseguenze, effettive e probabili, delle applicazioni tecnologiche”.
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Il Gruppo di lavoro degli Stati Uniti sui sistemi informatici NISTF (National Information Systems Task Force) elabora i primi due standard di descrizione archivistica ufficialmente riconosciuti dagli Stati Uniti: il “NISTF Data Elements Dictionary” e lo “USMARC AMC”.
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Viene fondata la Coalizione per l’informazione in rete CNI (Coalition for Networked Information). 
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Numerosi progetti, frutto di collaborazione tra editori di pubblicazioni scientifiche e università (ad esempio CORE, Red Sage, e TULIP), iniziano ad studiare la diffusione di articoli di riviste scientifiche via Internet.
Lancio di arXiv, un sistema automatizzato di archiviazione e distribuzione per la stesura di articoli di fisica, matematica, scienza informatica e biologia quantitativa.
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 Il Centro di sicurezza informatica degli Stati Uniti (NCSC – National Computer Security Center ) stabilisce che un sistema informatico può essere definito affidabile se “utilizza misure hardware e software sufficientemente adeguate da permettere il trattamento simultaneo di una gamma di informazioni sensibili o protette”.
La Cornell University pubblica un rapporto congiunto sull’utilizzo del digital imaging per la digitalizzazione dei libri fragili.
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Viene creato il Consorzio del web W3C per l’elaborazione di protocolli web collettivi.
La Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti avvia il Programma per le biblioteche digitali degli Stati Uniti NDLP (National Digital Library Program).
Il progetto della Cornell di digitalizzazione dei microfilm Digital to Microfilm Conversion Project inizia a testare e a valutare l’utilizzo dell’imaging bitonale ad alta risoluzione per produrre microfilm da computer.
Il progetto Open Book della Yale University avvia uno studio esaustivo sulla fattibilità della digitalizzazione di documenti bibliotecari microfilmati.
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Nasce D-Lib Magazine, che pone l’accento sulla ricerca e sullo sviluppo nell’ambito delle biblioteche digitali.
Il Journal Storage (JSTOR) diventa un organismo no-profit indipendente la cui missione è costruire un archivio digitale affidabile di riviste scientifiche.
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 Il progetto australiano per la conservazione dell’accesso all’informazione digitale PADI (Australia's Preserving Access to Digital Information) riceve sovvenzioni dal governo. L’anno successivo la Biblioteca Nazionale australiana ha la responsabilità del PADI.
Vengono lanciati tre progetti di archiviazione sul web: Internet Archive di Brewster Kahle, per archiviare documenti web; il progetto PANDORA Project (Preserving and Accessing Networked Documentary Resources of Australia) della Biblioteca Nazionale australiana; il Kulturarw Heritage Project della Regia Biblioteca di Svezia.
La Commissione europea organizza il primo DLM-Forum multidisciplinare per studiare la conservazione e l’autentificazione dei dati leggibili da computer. 
La Commissione sulla conservazione e l’accesso (CPA – Commission on Preservation & Access) e il Gruppo delle biblioteche di ricerca (RLG – Research Library Group) pubblicano un rapporto fondamentale per la conservazione dell’informazione digitale. 
La conferenza di Ann Arbor sulla ricerca e lo sviluppo nell’ambito degli archivi digitali affronta l’argomento della conservazione di tali archivi.
Il trattato sui diritti d’autore dell’Organizzazione mondiale dei diritti intellettuali (WIPO – World Intellectual Property Organization) tutela i data base in quanto creazioni intellettuali e rende il fair use facoltativo. 
Il programma del Getty sull’informazione sulla Storia dell’Arte pubblica una “Research Agenda ” per il “Networked Cultural Heritage”.
La Direzione dei data base dell’Unione Europea dichiara che i data base sono protetti dal diritto d’autore, anche se il loro contenuto è di dominio pubblico.
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Dalla collaborazione tra le Università di Leeds, Cambridge e Oxford nasce il progetto CEDARS, che ha come obiettivo l’analisi e la sensibilizzazione nell’ambito della conservazione digitale. 
Le biblioteche nazionali europee formano il Deposito librario europeo in rete (NEDLIB – Networked European Deposit Library) per assicurare la gestione e la conservazione degli oggetti “nati digitali” all’interno del sistema bibliotecario.
Il progetto di caratterizzazione del web (OCLC) inizia uno studio annuale a campione per analizzare i trend del web per quanto riguarda taglia e contenuto. Il progetto si è concluso nel 2003.
Secondo uno studio dell’RLG, i 2/3 degli archivi, delle biblioteche, dei musei e di altri depositi digitali hanno responsabilità nell’ambito dell’informazione digitale, ma il 42% di questi sono incapaci di installare, leggere o accedere a parte di tale documentazione. .
La Harvard University lancia il progetto quinquennale LDI (Library Digital Initiative) che mira a potenziare la capacità gestionale dell’Università in ambito digitale.
AHDS pubblica il documento “A Strategic Policy Framework for Creating and Preserving Digital Collections”, che descrive le tappe-chiave del ciclo vitale di una risorsa digitale e in che modo queste tappe vengano influenzate dai principali stakeholders. 
Viene lanciato il progetto “molte copie danno sicurezza” (LOCKSS: Lots of Copies Keep Stuff Safe) per permettere alle biblioteche di conservare le riviste elettroniche che acquistano. 
Al Centro Getty si tiene la conferenza “The Time and Bits: Managing Digital Continuity”: vi si discute dei futuri utilizzi della tecnologia digitale.
Inizia il progetto Electronic Records Archives della NARA (National Archives and Records Administration).

La rete PBS trasmette il film del CLIR intitolato “Into the Future: On The Preservation Of Knowledge In The Electronic Age”.
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Viene presentato il framework di descrizione delle risorse RDF (Resource Description Framework), che ha per scopo favorire l’interoperabilità dei metadati tra diverse communities. 
La NSF finanzia il progetto PRISM della Cornell University, per sviluppare politiche e meccanismi volti ad assicurare l’integrità dell’informazione all’interno delle biblioteche digitali.
Nel Regno Unito, il Servizio dei dati artistici e umanistici AHDS (Arts and Humanities Data Service) dà il via al progetto “Preservation Management of Digital Materials,” per sviluppare un manuale di conservazione digitale. 
Inizio del progetto CAMiLEON nelle Università di Michigan e Leeds. Questo progetto mira a studiare l’emulazione come strategia di conservazione digitale.
Gli studi di JISC/NPO sulla conservazione di materiale elettronico vengono riassunti nel documento “Digital Culture: Maximising the Nation’s Investment.”.
Inizio del progetto di ricerca internazionale sugli archivi autentici e permanenti nei sistemi elettronici InterPARES: “International Research on Permanent Authentic Records in Electronic Systems”.
Charles Dollar scrive “Authentic Electronic Records: Strategies for Long-Term Access”.
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Negli Stati Uniti viene votata la Legge sul commercio mondiale e nazionale (Global and National Commerce Act) per “facilitare l’utilizzo dei documenti e delle firme digitali nel commercio tra Stati e con l’estero”.
RLG DigiNews inizia a coprire in modo sistematico la conservazione digitale. Il simbolo indica gli articoli sulla conservazione digitale.
Le Biblioteche del MIT e la ditta Hewlett-Packard danno il via al progetto di deposito digitale 
Lancio di e di , due archivi digitali di riviste specialistiche di scienze, biologia e medicina. 
Viene pubblicato “Moving Theory into Practice”, testo di riferimento sulle immagini digitali, destinato alle biblioteche e agli archivi.
La Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti attiva il progetto di conservazione web MINERVA, per raccogliere e conservare i principali documenti digitali.
 La Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti riceve sovvenzioni dal programma statunitense per le infrastrutture e la conservazione dell’informazione digitale NDIIPP (National Digital Information Infrastructure and Preservation Program) per “fornire un punto di vista statale su politiche, standard e componenti tecniche importanti e necessari per la conservazione del materiale digitale”.
Il Nordic Web Archive diventa il forum delle Biblioteche Nazionali nordiche nell’ambito della raccolta e dell’archiviazione di documenti web. 
Jeff Rothenberg scrive “Using Emulation to Preserve Digital Documents”.
Il progetto della Cornell University sulla gestione dei rischi in ambito digitale dà una prima valutazione dei rischi, per le istituzioni culturali, legati alla migrazione.
accetta di gestire archivi digitali e ne permetterà l’accesso nel tempo.
In Olanda, il Digital Preservation Testbed viene attivato nell’ambito del programma “Longevità Digitale” (Digitale Duurzaamheid), per assicurare un’accessibilità duratura all’informazione digitale governativa.
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Il progetto Paradigma dà il via alla raccolta e alla conservazione di materiale appartenente al patrimonio culturale digitale norvegese.
A San Francisco la IX corte d’appello circoscrizionale degli Stati Uniti stabilisce che Napster ha violato la legge sul diritto d’autore e ordina di cessare la distribuzione di musica protetta dal diritto d’autore.
Internet Archive lancia , che permette agli utenti di consultare le versioni archiviate del web fin dal 1996.
Nasce il METS 1.1 schema, uno standard per l’XML, per la codifica dei dati descrittivi, amministrativi e strutturali delle biblioteche digitali.
Il Gruppo di lavoro sulla conservazione dei metadati OCLC/RLG pubblica il documento “Preservation Metadata for Digital Objects: A Review of the State of the Art”. 
Il rapporto “Evidence in Hand: Report of the Task Force on the Artifact in Library Collections” analizza il rapporto tra prodotti fisici e digitali.
Il governo francese adotta una legge che impone l’archiviazione ufficiale di ogni pagina web francese.
Viene attivato l’Archivio On Line austriaco (AOLA) per fare controlli regolari dello spazio web austriaco.
Viene creata la Digital Preservation Coalition per favorire un’azione congiunta che affronti le sfide più urgenti della conservazione del materiale digitale in Inghilterra e nel resto del mondo.
Il PADI attiva il progetto Safekeeping, che mira a creare una collezione distribuita e permanente di risorse per la conservazione digitale, utilizzando il logo per indicare un documento permanente.
La Variable Media Initiative del museo Guggenheim chiede agli artisti digitali di partecipare in prima persona alla strategia di conservazione delle loro opere. 
Maggie Jones e Neil Beagrie scrivono il manuale “Preservation Management of Digital Materials: A Handbook”.
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I Gruppi OCLC/RLG pubblicano “Trusted Digital Repositories: Attributes and Responsibilities” e “Preservation Metadata & the OAIS Information Model, A Metadata Framework to Support the Preservation of Digital Objects”.
Viene firmata la Legge Sarbanes-Oxley, che mira a proteggere gli investitori, migliorando l’esattezza e l’affidabilità dei dati pubblicati dalle imprese. Questa legge impone che le società ad azionariato diffuso seguano accuratamente la conservazione dei documenti cartacei e digitali, e impone altresì sanzioni penali in caso di distruzione o di perdita di documenti digitali.
Elsevier Science nomina la Koninklijke Bibliotheek (KB), la Biblioteca Nazionale olandese, primo archivio digitale ufficiale per le riviste Elsevier. IBM ha collaborato con la KB per creare l’infrastruttura tecnica del servizio di deposito, l’e-Depot.
OCLC lancia sul mercato il suo servizio di archivio digitale.

Vengono pubblicati i primi standard dell’OAIS ( Open Archival Information System), che forniscono un quadro di conservazione e di accesso a lungo termine del materiale digitale. Questi standard comprendono inoltre la terminologia e i concetti per descrivere e confrontare i sistemi di archiviazione.
La Dieta giapponese per le biblioteche dà il via, col progetto di archiviazione del web WARP (Web Archiving Project), alla raccolta e all’archiviazione delle risorse web giapponesi.
Lancio di PRONOM, un data base di formati di file e una biblioteca di prodotti software. Questa collezione mira a combattere il problema dell’obsolescenza.
La NISO (National Information Standards Organization) pubblica gli standard relativi ai metadati tecnici delle immagini digitali statiche.
Secondo un rapporto del CLIR, una pagina web avrebbe una durata di vita media di 44 giorni.
Un decreto del governo svedese autorizza la Biblioteca Reale a raccogliere tutti i siti web svedesi e a permetterne l’accesso al pubblico dall’interno della biblioteca.
Un’iniziativa nota col nome di PDF/A mira a sviluppare uno standard internazionale che definisca l’uso del formato PDF per l’archiviazione e la conservazione dei documenti. 
Nasce la Biblioteca pubblica delle scienze PLoS (Public Library of Science), archivio di riviste scientifiche ed editore alternativo.
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