Panoramica

4b. Il modello di riferimento OAIS:

 

open archival information system model

 

Questo diagramma del modello di riferimento OAIS è diventato la concettualizzazione più facilmente riconoscibile di un sistema che si occupa di conservazione digitale, ma il documento per intero è spesso trascurato. Contiene sei capitoli e sei appendici che danno informazioni fondamentali all’organizzazione che voglia realizzare un archivio digitale “conforme allo standard OAIS”. Questo documento presenta inoltre i settori che sono oggetto di studi ulteriori da parte dei gruppi di lavoro OAIS.


 

Contenuti OAIS
1. Introduzione
2. Concetti OAIS
3. Responsabilità di un OAIS
4. Modelli dettagliati
5. Prospettive della conservazione
6. Interoperabilità tra archivi
Appendici:
A. Esempi di archivi esistenti
B. Relazioni con altri standard o iniziative
C. Breve guida all’Unified Modeling Language (UML)
D. Riferimenti informativi
E. Un modello per l’uso di software nell’informazione di rappresentazione
F. Schema funzionale composito

 

Punti da mettere in evidenza:
>> La breve discussione sulla conformità del capitolo 1.4 fornisce un importante strumento per la realizzazione di archivi OAIS. Una realizzazione conforme:
  si appoggia al modello descritto in 2.2.
  si assume le responsabilità presenti in 3.1, possibilmente utilizzando alcuni dei meccanismi suggeriti nel capitolo 3.2.
  Del resto il modello di riferimento OAIS:
  non avvalla né raccomanda nessun tipo specifico di realizzazione a nessun livello (esempio: piattaforma, ambiente informatico, metodologia).
  può fornire servizi aggiuntivi oltre a quelli richiesti dall’OAIS.
  è un modello concettuale, utile per discussioni e paragoni.
>> Il piano di lavoro per lo sviluppo degli standard associati presenti nel capitolo 5.1 identifica dei settori che potrebbero dover essere definiti e coordinati all’interno del contesto OAIS.
>> La parte terminologica presente nel capitolo 1.7 e i concetti e le definizioni del capitolo 2 sono indispensabili per capire e utilizzare il modello di riferimento OAIS. Sono molto più dettagliati rispetto a quanto possano (o debbano) esserlo nello schema generale del modello di riferimento e sono spesso la fonte ufficiale di riferimento per le definizioni. I diagrammi che accompagnano le definizioni dei concetti li rendono spesso più comprensibili.
>> Il capitolo 3 definisce ancor più in dettaglio le responsabilità di un OAIS. Un repository per la conservazione digitale deve:
  negoziare e ricevere l’informazione
  avere sufficiente controllo per assicurarne la conservazione
  definire la comunità designata e quella degli utenti
  assicurare che l’informazione sia comprensibile in modo autonomo
  seguire le politiche e le procedure di conservazioni stabilite
  rendere disponibile l’ informazione conservata
>> Il capitolo 4 dà il dettaglio di ogni funzione del modello. Ad esempio, la Pianificazione della Conservazione implica:
  il monitoraggio della comunità designata
  il monitoraggio della tecnologia
  lo sviluppo di strategie e standard di conservazione
  lo sviluppo di modelli di impacchettamento e piani di migrazione
>>

La descrizione dettagliata delle funzioni definisce le sottofunzioni e i requisiti basilari di ognuna. Il capitolo 4.1.2 contiene un diagramma di flusso per un OAIS, e il capitolo 4.2 fornisce un esteso modello informativo cui si basano i lavori dell’RLG e dell’OCLC sui metadati per la conservazione e altre iniziative per lo sviluppo di standard.

>> La discussione al capitolo 5.1 sulle Prospettive della conservazione, La conservazione dell’informazione, presenta dei sottocapitoli sui tipi e i processi di migrazione, mentre il sottocapitolo Conservazione dei servizi di accesso tratta dell’“aspetto” e dell’emulazione.
>> Il capitolo 6 sull’interoperabilità degli archivi fa alcune distinzioni utili tra i vari modelli di archivi - indipendente, cooperativo, organizzato in gruppi - e caratterizza i livelli di autonomia in una sezione sulle questioni di gestione per gli archivi organizzati in gruppi.
>> Gli esempi degli archivi, Appendice A, sono interessanti e forniscono informazioni utili su lavori di realizzazione, ma hanno bisogno di essere aggiornati.
>> L’osservazione delle relazioni con altri standard documenta le basi di alcune parti del modello di riferimento e rimanda a ulteriori e importanti documenti e iniziative. Anche questa parte deve essere aggiornata.
>>

L’Unified Modeling Language (UML) è stato utilizzato per sviluppare il modello OAIS e diverse altre iniziative orientate ad oggetti. L’ Appendice C è soltanto un breve indice dell’UML, ma è pur sempre un punto di partenza.